La nuova generazione educante

Da anni ospitiamo nel nostro micronido ragazze che devono svolgere il tirocinio universitario. E’ iniziato tutto come un gioco: un’amica che deve svolgerlo, l’idea di far convenzionare il nostro servizio con l’Università di Verona, il percorso di oltre trecento ore, e poi resta la convenzione, resta il nome del nostro micronido nelle liste a disposizione delle studentesse che iniziano a chiamare.

Mi lascio andare in quest’avventura, la semplice idea di far vedere il nostro lavoro, il nostro approccio educativo, il nostro mondo che è casa, cos’è un asilo nido, cos’è un bambino. Sì perché da subito mi rendo conto che le ragazze hanno la necessità di vedere e toccare con mano ciò che nei libri c’è scritto, hanno bisogno di vedere con i loro occhi, vivere sulla propria pelle, mettersi alla prova per capire se sarà il loro futuro.

Per un attimo avevo scordato la me studentessa, la me che aveva avuto l’opportunità più grande della vita: studiare e lavorare insieme, con tutte le difficoltà del caso ma con la consapevolezza di vivere sulla mia pelle ciò che i libri raccontavano, e a dir la verità non raccontano proprio tutto.

E così le ragazze si susseguono, le convenzioni con le università aumentano come il lavoro che ne deriva, ma la fatica non pesa, mai. Non è, e mai lo è stata forza lavoro gratuita, piuttosto risorsa per entrambe le parti: dalla mia è la possibilità di conoscere nuove candidate, esattamente come ho conosciuto le mie due spalle, dalla vostra è possibilità d’essere nuova generazione educante con cui seminare e annaffiare quel “sufficientemente buono” che vi apparterrà in quanto educatori del domani. Un lavoro che però non si costruisce in un giorno, e soprattutto non da soli. C’è bisogno di figure, anche alla pari, che abbiano a cuore il futuro educante, che lo pensano, che lo supportano, che ne abbiano cura.

Così ci inventiamo di fare corsi formazione, senza aver a presunzione di insegnare quanto piuttosto condividere esperienze, metterle a disposizione, mettere al servizio “pezzetti del nostro mondo educativo” perché la base teorica è la nostra impalcatura, è lo scheletro che sorregge e dà la direzione del nostro senso d’agire, ma è solo sopra questa che si articola la nostra esperienza di cura, il nostro sapere essere, per bambini e famiglie base sicura, professionalità e concretezza.

Quando dunque mi chiedono perché lo fai, la risposta è solo una: il tirocinio e la formazione per educatori è una scelta, la precisa scelta di investire in un futuro che educherà a sua volta, un futuro da curare, sempre.

Ilaria

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